mercoledì 29 luglio 2009

Detrazione IRPEF del 55% per interventi di risparmio energetico sugli edifici






La casa evoluta
Detrazione IRPEF del 55%
per interventi di risparmio
energetico sugli edifici
1
Ministero dello Sviluppo Economico
ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE,
L’ENERGIA E L’AMBIENTE

È ora di cambiare!
Rendere le nostre abitazioni efficienti energeticamente vuol dire
consumare meno energia a parità di comfort, quindi risparmiare! È
possibile ottenere risultati di efficienza senza sacrifici, mantenendo lo
stesso benessere nelle abitazioni, o addirittura migliorandolo. Utilizzando
lampadine ed elettrodomestici ad alta efficienza, diffusori idrici adatti,
spegnendo i led dei televisori e dei computer, potremmo risparmiare tra
il 15 e il 20% di energia l’anno.
Ad una spesa troppo alta di energia contribuiscono anche le dispersioni
termiche dovute al cattivo isolamento e ai vecchi impianti di riscaldamento
poco efficienti presenti nelle nostre abitazioni.
Oggi la politica del governo incentiva gli interventi di risparmio energetico
offrendo rilevanti sgravi fiscali per lavori di ristrutturazione della casa
che ne migliorino l’efficienza energetica utilizzando materiali isolanti,
installando pannelli solari o caldaie a condensazione.
Intraprendere interventi di risparmio energetico significa:
· consumare meno energia e ridurre subito le spese di riscaldamento
e condizionamento; · migliorare le condizioni di vita all’interno dell’appartamento,
migliorando il suo livello di comfort ed il benessere di chi vi soggiorna
e vi abita; · partecipare allo sforzo nazionale ed europeo per ridurre sensibilmente
i consumi di combustibile da fonti fossili; · proteggere l’ambiente in cui viviamo e contribuire alla riduzione
dell’inquinamento del nostro paese e dell’intero pianeta; · investire in modo intelligente e produttivo i nostri soldi.
Con interventi ben progettati, gli investimenti rientrano in tempi brevi,
grazie alla riduzione della bolletta energetica, anche in assenza di
incentivi. Le detrazioni li rendono particolarmente vantaggiosi.
La casa evoluta 1
Per avere garanzie sull’efficacia degli interventi è necessario che un
tecnico svolga, preventivamente, una diagnosi energetica dell’edificio,
individui le soluzioni tecniche per migliorare le prestazioni ed effettui le
relative valutazioni economiche.
Due sono gli strumenti che garantiscono il cittadino sui risultati dei suoi
investimenti per l’efficienza energetica:
➜ l’asseverazione, cioè la documentazione che attesta i requisiti tecnici
dei materiali e delle apparecchiature (la qualità energetica delle
finestre, il rendimento della caldaia, la garanzia di cinque anni per i
pannelli solari, ecc...);
➜ la certificazione/qualificazione energetica, un attestato che
garantisce che l’intervento fa parte di quelli individuati per migliorare
la prestazione energetica dell’edificio e indica quanto ancora può
essere fatto e con quali benefici economici.
L’esperienza dell’applicazione di questa prassi su edifici condominiali
costruiti fino agli anni ‘80 dimostra che si può ottenere una riduzione
dei consumi del 40%.
La finanziaria 2007
La legge finanziaria 2007, ha previsto per i contribuenti, una detrazione
dall’Irpef del 55% , da ripartire in 3 quote annuali di pari importo,
per le spese effettuate entro il 31 dicembre 2007 per interventi di
riqualificazione energetica degli edifici esistenti e per la costruzione di
nuovi edifici ad alta efficienza energetica.
Possono usufruire della detrazione le persone fisiche, gli enti, le
imprese, per le spese effettuate su edifici o parti di edifici o su unità
immobiliari di qualsiasi categoria catastale.
Per tutti gli interventi possono essere detratte le spese per le
prestazioni professionali necessarie alla loro realizzazione, compresa
la redazione dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica
e l’asseverazione.
Gli interventi su edifici esistenti ammessi alla detrazione sono:
· interventi sull’involucro edilizio, cioè sulle murature esterne e le
finestre che delimitano la parte riscaldata dell’edifico dall’esterno o
da vani non riscaldati; · interventi di riqualificazione energetica complessiva dell’edificio; · installazione di pannelli solari per produzione di acqua calda; · interventi di sostituzione completa o parziale di impianti di
riscaldamento con impianti dotati di caldaie a condensazione.
Per quanto riguarda le strutture orizzontali, ovvero pavimenti e coperture,
nella finanziaria sono previste detrazioni analoghe a quelle delle strutture
verticali, rispettando limiti ovviamente diversi. Si è ancora in attesa di
un decreto attuativo al riguardo. È ragionevole ipotizzare che saranno
definite norme analoghe a quelle delle pareti verticali ma con diversi
valori di trasmittanza da rispettare.
Queste detrazioni fiscali non sono cumulabili con le detrazioni del 36%
previste per la manutenzione straordinaria delle abitazioni né con altre
agevolazioni fiscali nazionali. Sono però compatibili con la richiesta di
titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) di cui al Dl del 24 luglio
2004 del Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministro
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, e con eventuali specifici
incentivi disposti da Regioni, Province e Comuni.
Cosa fare per poter usufruire
della detrazione
· Richiedere ad un tecnico abilitato la certificazione energetica (ai sensi
del Dl 192/2005) o l’attestato di qualificazione energetica conforme
all’allegato A del Dl 19/2/2007.
Entrambi devono essere redatti al termine dei lavori, e comunque non
oltre il 29 febbraio 2008 da un tecnico abilitato; nel caso di attestato
di qualificazione energetica, questi può essere anche il progettista
dell’edificio o il direttore dei lavori. Per maggiori dettagli riguardo tali
documenti si rimanda a pag. 16. · Richiedere ad un tecnico abilitato l’asseverazione che attesti che
l’intervento risponda ai requisiti tecnici richiesti. Questa può essere
compresa in quella del direttore dei lavori sulla conformità al progetto
delle opere realizzate. e può essere unica se, per uno stesso edificio
o unità immobiliare, viene effettuato più di un intervento, che possa
usufruire della detrazione fiscale.
· Effettuare i pagamenti, tramite bonifico postale o bancario, da cui
risulti la causale del versamento, il Codice Fiscale del beneficiario
della detrazione, la partita IVA o il Codice Fiscale del soggetto a cui il
versamento è destinato. · Compilare la scheda informativa relativa agli interventi realizzati
conforme all’allegato E del Dl del 19/2/2007. · Trasmettere all’ENEA, entro 60 giorni dalla fine dei lavori, e comunque
non oltre il 29 febbraio 2008, i seguenti documenti, necessari per
qualunque tipo di intervento:
➜ copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica;
➜ copia della scheda informativa (allegato E del Dl del 19/2/2007) per
il monitoraggio dei risultati delle misure di incentivazione previste
dalla finanziaria.
Questa documentazione può essere trasmessa utilizzando il sito
www.acs.enea.it, che rilascerà ricevuta informatica, o tramite
raccomandata con ricevuta semplice, a:
ENEA, Dipartimento Ambiente, Cambiamenti Globali e Sviluppo
Sostenibile, via Anguillarese, 301 - 00060 S. Maria di Galeria - RM,
specificando come riferimento “Finanziaria 2007 riqualificazione
energetica”. · Conservare ed eventualmente esibire, a richiesta della
Amministrazione Finanziaria, tutta la documentazione, le fatture
o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute;
se gli interventi sono effettuati su parti comuni degli edifici, va
conservata ed esibita anche copia della delibera assembleare
e della tabella millesimale di ripartizione delle spese; se i lavori
sono effettuati dal detentore dell’immobile, infine, va conservata la
dichiarazione del consenso ai lavori da parte del possessore.
Con l’entrata in vigore del Dlgs 311/2006, le decisioni condominiali
possono essere adottate a maggioranza semplice se esiste un attestato
di certificazione o una diagnosi energetica, che individui gli interventi
da fare e ne attesti i risultati in termini di contenimento del fabbisogno
energetico.
Gli interventi ammessi
· Interventi di riqualificazione energetica. Riguardano l’immobile
nel suo complesso. La condizione per cui sia detraibile dall’Irpef il
55% delle spese è che siano migliorate le prestazioni energetiche
dell’immobile. In particolare l’indice di prestazione energetica per
la climatizzazione invernale sia inferiore almeno del 20% rispetto ai
valori fissati nell’ allegato C del decreto del 19 febbraio 2007.
Per questi interventi è permessa una detrazione massima di 100.000 €,
pari a una spesa di 181.818,20 €.
La prestazione energetica di un edificio è la quantità di energia annua
necessaria all’edificio, nell’ipotesi di un utilizzo standard dello stesso, per
i bisogni connessi alla climatizzazione (invernale ed estiva), la produzione
di acqua calda sanitaria, la ventilazione e l’illuminazione.
· Interventi sull’involucro edilizio. Le condizioni affinché sia detraibile
dall’irpef il 55% delle spese sono che dopo l’intervento siano ridotte
le dispersioni termiche attraverso le murature esterne e le finestre.
I valori di trasmittanza da rispettare, in funzione della zona climatica
dove sorge l’edificio, sono quelli indicati nella tabella.
Zona
climatica
Strutture opache verticali
U (W/m2K)
Finestre comprensive di
infissi U (W/m2K)
A 0,72 5,0
B 0,54 3,6
C 0.46 3,0
D 0,40 2,8
E 0,37 2,5
F 0,35 2,2
Tabella dei valori limite della trasmittanza termica utile U delle strutture componenti l’involucro
edilizio espressa in W/m2K. Allegato D del decreto del 19 febbraio 2007. Le zone climatiche sono
definite nel DM 412/93.
La trasmittanza termica è il flusso di calore che passa attraverso una
parete per metro quadro di superficie della parete stessa e per grado
K di differenza tra la temperatura interna ad un locale e la temperatura
esterna o del locale attiguo.
Le spese ammesse sono quelle che riguardano: la fornitura e la messa in
opera del materiale coibente e di materiali ordinari per il miglioramento
delle caratteristiche termiche delle pareti esistenti; la demolizione e
la ricostruzione dell’elemento; la sostituzione completa della vecchia
finestra con una nuova, comprensiva di infisso; il miglioramento dei
componenti vetrati esistenti con integrazioni e sostituzioni.
Nel caso della sola sostituzione di finestre comprensive di infissi,
l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione del
produttore di detti elementi, che attesti il rispetto dei requisiti richiesti.
Per questi interventi è possibile detrarre al massimo 60.000 €,
corrispondenti ad una spesa di 109.090,90 €.
· Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per
usi domestici o industriali e per il fabbisogno di acqua calda in piscine,
strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.
Le spese ammesse riguardano la fornitura e la posa in opera delle
apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche e elettroniche,
delle opere idrauliche e murarie per la realizzazione di impianti solari
termici, anche integrati con impianti di riscaldamento. In questo caso
l’asseverazione deve attestare il rispetto dei seguenti requisiti:
➜ che i pannelli solari e i bollitori impiegati sono garantiti per
almeno cinque anni;
➜ che gli accessori e i componenti elettrici ed elettronici sono
garantiti almeno due anni;
➜ che i pannelli solari dispongono di una certificazione di qualità
conforme alle norme UNI 12975, rilasciata da un laboratorio
accreditato;
➜ che l’installazione dell’impianto è stata eseguita in conformità ai
manuali di installazione dei principali componenti.
Per questi interventi è possibile detrarre al massimo 60.000 €,
corrispondenti ad una spesa di 109.090,90 €.
· Interventi sugli impianti di riscaldamento. Riguardano la sostituzione completa o parziale di impianti di riscaldamento con impianti dotati di caldaie a condensazione e messa a punto del sistema di distribuzione. Le spese ammesse riguardano lo smontaggio e la dismissione parziale o totale dell’impianto di riscaldamento esistente, la fornitura e la posa in opera delle apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche e elettroniche, delle opere idrauliche e murarie per la sostituzione dell’impianto con uno dotato di caldaia a condensazione; sono comprese anche le spese per la messa a punto della rete di distribuzione, per i sistemi di trattamento dell’acqua, per i dispositivi di controllo e regolazione e per i sistemi di emissione.
Le stesse detrazioni spettano, sempre che venga installata una caldaia a condensazione, anche per la trasformazione:
- degli impianti individuali autonomi in impianti di riscaldamento centralizzato con contabilizzazione del calore;
-degli impianti centralizzati per rendere applicabile la contabilizzazione del calore.
La detrazione fiscale è esclusa in caso di trasformazione da riscaldamento centralizzato ad impianti individuali autonomi.
In questi casi l’asseverazione del tecnico deve attestare il rispetto dei seguenti requisiti:
➜ Sono installati generatori di calore a condensazione con un rendimento termico utile, a carico, pari al 100% della potenza termica utile nominale, maggiore o uguale a 93+2LogPn, dove Log Pn è il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del singolo generatore, espressa in kW, e dove per valori di Pn maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW;
➜ Sono installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti ad eccezione degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C.
Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, con impianti aventi potenza nominale del focolare

maggiore o uguale a 100kW, oltre al rispetto di quanto sopra,
l’asseverazione deve specificare:
➜ che è stato adottato un bruciatore di tipo modulante;
➜ che la regolazione climatica agisce direttamente sul bruciatore;
➜ che è stata installata una pompa di dipo elettronico a giri variabili.
Adempimenti semplificati per la sostituzione di caldaiette individuali.
Nel caso di sostituzione di caldaie autonome tradizionali con caldaie
a condensazione di potenza nominale del focolare inferiore a 100kW,
l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione dei
produttori delle caldaie a condensazione e delle valvole termostatiche
a bassa inerzia termica, che attesti il rispetto dei medesimi requisiti.
Comunuque è necessario richiedere l’attestato di qualificazione
energetica.
Per questi interventi è possibile detrarre al massimo 30.000 €,
corrispondenti ad una spesa di 54.545,45 €.
Gli edifici nuovi
Nel progettare e realizzare un nuovo edificio, bisogna fare in modo che il
suo fabbisogno energetico rispetti determinati limiti, imposti dalla legge.
La finanziaria vuole incentivare la costruzione di edifici ancora più
efficienti e per questo un decreto in via di emanazione consentirà di
operare la detrazione pari al 55% dei costi extra (ad esempio per un
maggior isolamento termico) sostenuti per raggiungere un fabbisogno
di energia inferiore di almeno il 50% rispetto ai limiti massimi di legge.
Questo vale solo se gli edifici, o complessi di edifici, superano i 10.000
m3 e siano iniziati entro il 31 dicembre 2007 e terminati nei tre anni
successivi. Negli extra costi sono incluse anche eventuali maggiori spese
di progettazione.
Per saperne di più
La certificazione energetica degli edifici
Viene introdotta in Italia dal Dlgs n. 192 del 19 agosto del 2005, che
recepisce la direttiva europea 2002/91/CE relativa al rendimento energetico
nell’edilizia. Si tratta di un documento che qualifica energeticamente
l’edificio attraverso la valutazione dei suoi “consumi” (in analogia a quanto
avviene con le classi energetiche degli elettrodomestici), ed ha anche lo
scopo di individuare e promuovere gli interventi di miglioramento più
efficaci e convenienti.
La certificazione è già obbligatoria per i nuovi edifici. Per gli edifici
preesistenti l’obbligo di dotarsi della certificazione scatta al momento
della compravendita:
• dal 1° luglio 2007 per gli immobili di superficie utile superiore a 1.000
m2, se venduti in blocco;
• dal 1° luglio 2008 per quelli di superficie utile inferiore a 1.000 m2,
sempre se venduti in blocco;
• dal 1° luglio 2009, per le singole unità immobiliari.
In sua mancanza gli immobili non potranno essere né acquistati, né
venduti. Copia del certificato dovrà essere messa a disposizione del
conduttore in caso di locazione.
In generale, la certificazione prevede che un professionista abilitato faccia
un check-up dell’edificio e, sulla base dei dati rilevati, ne calcoli i consumi
e ne attribuisca la classe energetica. Egli deve inoltre indicare gli interventi
utili a migliorare le prestazioni dell’edificio, quindi a diminuire i consumi
e salire alle classi superiori.
All’atto della stesura di questo opuscolo, le procedure e metodologie da
utilizzare sono in fase di definizione da parte delle amministrazioni centrali
dello Stato e delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano.
Fino alla definizione della normativa, l’attestato di certificazione
energetica è sostituito dall’attestato di qualificazione energetica, che
si differenzia dal primo solo perché non attribuisce la classe. Anche
in questo documento vengono riportati suggerimenti per interventi
migliorativi e la previsione di avanzamento della classe energetica.
I collettori solari
Anche detti pannelli solari termici, servono a catturare l’energia che
giunge dal Sole sulla Terra e ad utilizzarla per produrre acqua calda ad una
temperatura dell’ordine di 38-45°C. I collettori solari per la produzione di
acqua calda sono composti da una superficie piana simile ad un radiatore
contenente al suo interno un liquido che, riscaldato dal sole, permette di
trasferire il calore assorbito all’acqua in un serbatoio di accumulo e di
produrre quindi acqua calda per usi sanitari.
L’acqua calda prodotta da un collettore solare è mediamente pari a 80-
130 litri/giorno per ogni metro quadro di pannello installato. Per calcolare
le dimensioni del pannello solare da installare non si deve tener conto
dei m2 della casa, ma del numero dei membri della famiglia e quindi del
prevedibile consumo di acqua calda, pari a 30-50 litri/giorno a persona.
Mediamente occorre installare una superficie di pannelli solari di 2-3 m2
per coprire il fabbisogno di acqua calda di una famiglia di 3-5 persone.
Il pannello solare produce acqua calda nelle giornate di sole e, in minor
misura, anche con il cielo nuvoloso. Per poter disporre sempre di acqua
calda è indispensabile che nel serbatoio sia inserita una resistenza
elettrica con termostato tarato a circa 40°C.
In alternativa, se già esiste nella casa una caldaia istantanea a gas
a controllo elettronico per la produzione dell’acqua calda sanitaria,
possiamo collegare il sistema solare all’impianto termico esistente,
al quale fornirà acqua preriscaldata. Questa soluzione permette di
risparmiare sulla bolletta del gas e di disporre di acqua calda senza limiti
di consumo, utilizzando al massimo le capacità del pannello solare.
Le caldaie a condensazione
Sono attualmente le caldaie che utilizzano la tecnologia più avanzata. La
tecnologia utilizzata permette di recuperare parte del calore contenuto
nei gas di scarico sotto forma di vapore acqueo, consentendo un migliore
sfruttamento del combustibile e quindi il raggiungimento di rendimenti
più alti e una riduzione dei consumi.
Infatti, mentre nelle caldaie tradizionali i gas residui della combustione
sono espulsi ad una temperatura di circa 110 gradi, nella caldaia
a condensazione, prima di essere espulsi, i gas attraversano uno
scambiatore di calore, all’interno del quale il vapore acqueo condensa,
cedendo parte del calore latente di condensazione (da qui il nome)
all’acqua del circuito primario.
Il risultato è che i gas di scarico fuoriescono ad una temperatura di 40°C
e viene recuperato il calore che altrimenti sarebbe andato disperso.
La caldaia a condensazione, a parità di energia fornita, consuma meno
combustibile rispetto ad una di tipo tradizionale. Infatti, la quota di energia
recuperabile è dell’ordine del 16-17%.
Le caldaie a condensazione esprimono il massimo delle prestazioni
quando vengono utilizzate con impianti che funzionano a bassa
temperatura (30-50°C), come ad esempio con impianti a pannelli
radianti, riscaldamento a pavimento o a zoccolino.
I Riferimenti legislativi:
Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (finanziaria 2007). Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (S.O.G.U. n. 299
del 27/12/2006). Art. 1 commi dal 344 al 349.
Legge 9 gennaio 1991, n. 10 (S.O. n.6 alla G.U. n. 13 del 16/1/1991),“Norme
per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso
razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti
rinnovabili di energia.”
Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ”Attuazione della direttiva
2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia” (S. O. n. 158 alla
G.U. n. 222 del 23/9/2005) e sue modifiche e integrazioni
Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412 (G.U. n.
96 del 14/10/1993),”Regolamento recante norme per la progettazione,
l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli
edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art.4,
comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10” e sue modifiche e integrazioni.
http://efficienzaenergetica.acs.enea.it

Quest’anno puoi detrarre dalla dichiarazione dei redditi
fino al 55% delle spese effettuate per pannelli solari,
caldaie, lavori di riqualificazione energetica.
Una casa evoluta
fa bene a te,
all’economia
e all’ambiente.
http://efficienzaenergetica.acs.enea.it

Valvole termostatiche con sonda per radiatori termosifoni klimit HERZ






1
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
HERZ Valvole con sonda
Valvole termostatiche per impianti monotubo e a due tubi
per il collegamento di radiatori piatti e tubolari in impianti di riscaldamento
Scheda tecnica per
VXA
edizione 0207
HERZ Valvole con sonda serie VTA HERZ Valvole con sonda serie VUA
con sonda orizzontale con sonda verticale
7767 Valvola a quattro vie Herz VTA 40 7765 H Valvola a quattro vie Herz 4 WAT 35 e 50
7767 H Valvola a quattro vie Herz VTA 50 7783 Valvola a quattro vie Herz VUA 40
7768 Valvola a quattro vie Herz VTA-Univalvola 7783 Valvola a quattro vie Herz VUA T e TV
7783 H Valvola a quattro vie Herz VUA 50
7784 Valvola a quattro vie Herz VUA 40
7784 Valvola a quattro vie Herz VUA T e TV
7784 H Valvola a quattro vie Herz VUA 50
7786 Valvola a quattro vie Herz VUA 40
7786 H Valvola a quattro vie Herz VUA 50
Corpo della valvola in ottone, nichelato, guarnizioni EPDM, tenuta del vitone tramite O-ring, gruppo
otturatore TS O-ring EPDM, gruppo otturatore RL-1 a tenuta metallica.
Su tutti i modelli, che sono forniti con cappuccio a vite, possono essere montate in qualsiasi
momento delle teste termostatiche HERZ, senza dover svuotare l’impianto.
Nella scelta della testa termostatica osservare il relativo fi letto dell’attacco.
Versioni
Impianti di riscaldamento ad acqua, monotubo o a due tubi, realizzati con tubi d’acciaio,
rame o plastica calibrati.
Applicazione
Temperatura d’esercizio massima: 120 °C
Pressione d’esercizio massima: 10 bar
Pressione differenziale massima nel funzionamento termostatico: 0,2 bar
Qualità dell’acqua calda conforme alla norma ÖNORM H 5195 e alla norma VDI 2035.
Versione monotubo:
Pressione massima di prova e di funzionamento nei radiatori smontati 5 bar
L’ammoniaca contenuta nella canapa danneggia il corpo della valvola in ottone. Oli minerali o
lubrifi canti a contenuto minerale provocano il gonfi amento delle guarnizioni EPDM danneggiandole.
Possono essere utilizzati liquidi antigelo e anticorrosione su base di etilene glicolico con una
percentuale di volume del 15 – 45%. Per ulteriori dettagli consultare le schede tecniche dei
produttori.
Per l’utilizzo dei raccordi a compressione per i tubi in rame e acciaio dovranno essere osservate
le indicazioni di temperatura e pressione massima consentite in base alla norma EN 1254-2:1998
tabella 5. Per i raccordi dei tubi in plastica osservare le seguenti condizioni, temperatura d’esercizio
massima 80 °C e pressione d’esercizio massima 4 bar, salvo indicazione diversa dei produttori dei
tubi in plastica.
Dati d’esercizio
Ci riserviamo eventuali modifi che di
adeguamento al progresso tecnico.
2
Le valvole a quattro vie HERZ vengono montate sul radiatore in basso centralmente oppure
lateralmente, osservando la direzione del fl usso indicata con una freccia posta sul corpo.
Le valvole VUA diritte sono simmetriche e possono quindi essere ruotate di 180°, se necessario, in
funzione della posizione dei raccordi.
Le valvole VUA a squadra devono essere montate in modo che la testa termostatica possa essere
montata a destra (nella VUA 40) o a sinistra (nella VUA 50) dell’asse della valvola. Se la testa
termostatica deve essere montata a sinistra (nella VUA 40) o a destra (nella VUA 50) utilizzare un
modello diritto ponendo tra la valvola ed il tubo un gomito a 90° G 3/4 (1 6248 01).
Le valvole VTA, per la loro costruzione compatta, sono adatte sia per un collegamento del tubo dal
basso sia per il collegamento a parete.
Il modello VTA-Univalvola è dotato di due attacchi termostatizzabili, di cui uno può essere dotato di
testa termostatica a seconda dell’applicazione, e l’altro verrà chiuso con il cappuccio 1 6329 30.
Questa costruzione permette una qualsiasi posizione di montaggio della valvola, offrendo una
posizione ottimale della testa termostatica.
Montaggio
Cappuccio
Con le valvole a quattro vie HERZ è possibile posare le tubazioni, montare le valvole ed effettuare la
prova di pressione prima di montare i radiatori.
Premontaggio
Bocchettone di collegamento R 1/2 e R 3/4 a tenuta piana montato. Il bocchettone di collegamento
al radiatore con sonda, scollegabile, realizzato a tenuta piana semplifi ca notevolmente il montaggio,
non dovendo infi lare il radiatore sopra alla sonda. Si evitano così danni o diffi coltà di montaggio in
nicchie strette.Il bocchettone di collegamento al radiatore deve essere montato direttamente sotto ad
un elemento del radiatore che conduce acqua. La sonda di mandata in questo modo immette l’acqua
direttamente nella sezione che conduce acqua assicurando una distribuzione ottimale dell’acqua
nel radiatore. Nei radiatori in versione speciale dei defl ettori in lamiera e dei diaframmi evitano il
collegamento diretto con il ritorno. Il bocchettone di collegamento a vite può essere avvitato nel
relativo manicotto dei radiatori.
Bocchettone di collegamento
per radiatori
Sul corpo delle valvole sono applicate le seguenti cifre per identifi care la versione:
“1” – Valvola a quattro vie per impianti monotubo
“2” – Valvola a quattro vie per impianti a due tubi
Valvole senza cifra di identifi cazione sono commutabili da impianti a due tubi a monotubo.
Identifi cazione delle versioni
Nel montaggio dei raccordi a compressione non utilizzare pinze regolabili o similari in quanto
potrebbero deformare il dado. I tubi in acciaio dolce o in rame devono essere calibrati e sbavati
accuratamente. Si raccomanda l’uso di anime per tubi. Per un perfetto montaggio oliare il fi letto del
dado con olio siliconico; lubrifi canti minerali danneggiano l’O-ring degli anelli di serraggio.
Montaggio del raccordo a
compressione dal lato tubo
3
6274 Raccordo a compressione HERZ per tubi in rame e in acciaio a parete sottile
6275 Raccordo a compressione HERZ con guarnizione morbida per tubi in rame e in acciaio
calibrati, diametro esterno dei tubi 10, 12, 14, 15, 16 e 18 mm
6276 Raccordo a compressione HERZ con guarnizione in gomma (EPDM) dal lato tubo per tubi
in rame e acciaio, diametro esterno dei tubi 12, 15 e 18 mm
6098 Raccordo a compressione per tubi in plastica, PE-X, PB e multistrato.
Le dimensioni e i codici dei raccordi possono essere rilevati dal catalogo prodotti Herz.
6284 Raccordo a compressione HERZ per tubi in rame e in acciaio calibrati,
diametro esterno dei tubi 10, 12, 14, 15, 16 e 18 mm
6286 Raccordo a compressione HERZ con guarnizione morbida, 12, 14 e 15 mm
6066 Raccordo a compressione per tubi in plastica, PE-X, PB e multistrato.
diametro dei tubi 14 x 2, 16 x 2, 17 x 2
Raccordi per tubi
G 3/4
M 22 x 1,5
da ordinare separatamente
Prenorma DIN V 3838 “Eurokonus”, fi letto del raccordo G 3/4 A con cono interno
Dato che l’attuale prenorma DIN V3838 può essere modifi cata fi no alla pubblicazione della norma
defi nitiva e quindi non è nemmeno prevedibile il termine entro il quale i prodotti offerti dovranno
corrispondere alla norma, si consiglia di evitare per motivi di sicurezza di mescolare prodotti di
diversi produttori nella realizzazione di collegamenti, qualora dovessero esserci dubbi circa la loro
possibilità di combinazione. HERZ offre un ampio programma di collegamenti per tubi e garantisce
che sia i modelli attuali di raccordi che quelli di futuro sviluppo saranno sempre un perfetto
collegamento con le valvole HERZ. Non sarà quindi necessario mescolare i prodotti HERZ con altri
prodotti. Dato che HERZ non assume la garanzia per prodotti di altri produttori, non può nemmeno
assumersi la garanzia per le combinazioni con altri prodotti.
Le valvole a quattro vie HERZ possono essere applicate a tubi in acciaio a norma DIN 2440 con
l’adattatore 6223.
Raccordo per tubi in acciaio
a norma DIN 2440
La distribuzione dell’acqua, con corsa nominale, è suddivisa in 40% nel radiatore e 60% nel gruppo
bypass. La vite di regolazione e intercettazione incorporata permette di effettuare il bilanciamento
idraulico dell’impianto nel funzionamento termostatico e di intercettare il radiatore.
Distribuzione dell’acqua in
impianti monotubo
Il cappuccio a vite serve per l’attivazione nella fase di montaggio (pulizia delle tubazioni).
Sostituendo il cappuccio a vite con la testa termostatica HERZ si realizza la valvola termostatica,
senza dover svuotare l’impianto.
Regolazione della corsa nominale con il cappuccio a vite:
intorno al cappuccio a vite, vicino alla zigrinatura, in corrispondenza dei simboli “+” e “-“ sono posti
due punti di regolazione (indicatori).
1. Chiudere la valvola ruotando in senso orario il cappuccio a vite.
2. Marcare la posizione che corrisponde alla posizione “+”.
3. Ruotare il cappuccio a vite in senso antiorario fi no a quando il punto “-” si trova sotto alla
seconda posizione marcata alla voce 2.
Valvola termostatica HERZ
Corsa nominale
Se il radiatore e la valvola termostatica vengono coperti con tendaggi o rivestimenti, si crea una zona
di ristagno del calore nella quale l’elemento sensore termostatico non riesce a rilevare la temperatura
ambiente e quindi non regola. In questi casi sarà opportuno utilizzare teste termostatiche HERZ con
sensore a distanza oppure con regolazione a distanza.
I dettagli relativi alle singole teste termostatiche HERZ sono contenuti nelle rispettive schede
tecniche.
Consigli per l’installazione
della testa termostatica
Il comando manuale HERZ-TS sostituisce il cappuccio a vite, se, in via eccezionale, la valvola non
fosse dotata di una testa termostatica HERZ. Per il montaggio seguire attentamente le istruzioni
allegate alla confezione.
9102 Comando manuale HERZ-TS-90, serie 9000 “Design”
Comando manuale HERZ-TS
Al termine del periodo di riscaldamento aprire completamente le teste termostatiche ruotandole in
senso antiorario per evitare il deposito di particelle di sporco nella sede della valvola.
Regolazione estiva
4
Il gruppo otturatore termostatico è sostituibile sotto pressione con l’estrattore HERZ 7780 o 7780 H:
• per sostituire il gruppo otturatore termostatico ed eliminare disturbi nel funzionamento provocati
per esempio da particelle di sporco, resti di saldature e brasature.
• versione per impianti a due tubi: modifica con gruppi otturatori termostatici con valori Kv fissi,
graduati oppure con preregolazione, per adattare individualmente le portate volumetriche del
radiatore alle esigenze.
Sostituzione del gruppo
otturatore termostatico
Il radiatore può essere smontato senza svuotare l’impianto intercettando il vitone di regolazione ed il
gruppo otturatore termostatico. Svuotare il radiatore prima di smontarlo.
VTA Univalvola Un attacco termostatizzabile viene intercettato con il cappuccio 6329 montato, l’altro
con un cappuccio di protezione oppure anche con il cappuccio 6329.
VUA Il vitone di regolazione viene chiuso con la chiave multiuso HERZ (1 6625 00) oppure
VTA con una chiave a brugola da 8. L’apertura totale si ottiene dopo 3 – 3,5 giri.
VUA TV Il vitone di regolazione viene chiuso con la chiave multiuso Herz (1 6625 00), oppure
VUA T con una chiave a brugola da 8. L’apertura totale si ottiene dopo 3 - 3,5 giri
4WA T35 Il vitone del ritorno viene chiuso con la chiave multiuso HERZ (1 6625 41) oppure
4WA T50 con una chiave a brugola da 10. L’apertura totale si ottiene dopo 3 – 3,5 giri.
Attenzione: Quando viene montato il radiatore e la valvola viene utilizzata per l’impianto
a due tubi (vitone del bypass chiuso), raccomandiamo di aprire il vitone del bypass di
ca. una rotazione ruotando verso sinistra, prima di aprire il vitone del ritorno. Dopo il
vitone del bypass può essere richiuso.
Proteggere il bocchettone di collegamento per radiatori sulla valvola con una cappuccio di copertura
R = 3/4 (1 8525 52).
Come smontare il radiatore
Questo raccordo speciale è utilizzato tra la valvola e la tubazione per adattare la distanza tra i tubi
ed il radiatore.
I dettagli sono indicati nella scheda tecnica “Raccordi speciali” 3004.
Scambiatore di fl usso a “X”
1. Smontare la testa termostatica HERZ o il comando manuale HERZ-TS.
2. Svitare ora la camera per O-ring comprensiva dell’O-ring e sostituirla con una nuova.
Durante questa fase di sostituzione è necessario tenere fermo il gruppo otturatore per
contrapposizione con una chiave. Con lo smontaggio la valvola è automaticamente
completamente aperta e quindi rimane in atto la tenuta del ritorno, ma è possibile che
fuoriescano delle gocce d’acqua.
3. Rimontare in successione contraria.
Codice del Set O-ring per HERZ-TS-90: 1 6890 00.
Sostituzione della camera
dell’O-ring
5
VTA 40 UNI Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, con fi letto
M 28 x 1,5 – interasse tubi 40, senza raccordi
1 7768 51 1/2 per impianti monotubo e a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 288 mm, Ø 11 mm
1 7768 50 1/2 per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 288 mm, Ø 11 mm
1 7768 40 1/2 per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 288 mm, Ø 11 mm
VTA 40 Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, con fi letto
M 28 x 1,5 – interasse tubi 40, senza raccordi
1 7767 41 1/2 per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7767 42 3/4 per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 291 mm, Ø 11 mm
1 7767 51 1/2 per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7767 52 3/4 per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 291 mm, Ø 11 mm
VTA 50 Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, con fi letto
M 30 x 1,5 – interasse tubi 40, senza raccordi
1 7767 27 1/2 per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7767 26 1/2 per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
Versioni
codici
Valori kv
Portata del radiatore
Valvola per impianto
monotubo
1 3004 34 Raccordo speciale, scambiatore di fl usso G 3/4
1 6248 01 Gomito 90°, a tenuta conica con fi letto maschio G 3/4 e dado
1 6625 00 Chiave multiuso HERZ
1 6807 90 Chiave di montaggio per HERZ-TS-90
1 6822 40 Rosetta a doppio foro
1 7780 00 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici M 28 x 1,5 mm
1 7780 98 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici M 30 x 1,5 mm
Accessori
1 6390 91 Gruppo otturatore termostatico per impianti a due tubi
1 6390 92 Gruppo otturatore termostatico per impianti monotubo
1 6890 00 Serie O-ring per HERZ-TS-90
Ricambi
Differenza p Impianti monotubo (anello) Impianti a due tubi
1k 1,30 0,28
2k 1,55 0,50
3k 1,70 0,63
aperta 2,00 1,10
6
VUA 40 Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, bocchettone di
collegamento per radiatori con sonda, con fi letto M 28 x 1,5 – interasse tubi 40, senza
raccordi
1 7783 41 1/2 diritta per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7783 51 1/2 diritta per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7784 41 1/2 a squadra per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7784 42 1/2 a squadra per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7786 41 1/2 diritta per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7786 51 1/2 diritta per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
VUA 50 Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, bocchettone di
collegamento per radiatori con sonda, con fi letto M 30 x 1,5 – interasse tubi 40, senza
raccordi
1 7786 26 1/2 diritta per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7783 26 1/2 diritta per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7784 62 1/2 a squadra per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7784 61 1/2 a squadra per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
Differenza p Impianti monotubo (anello) Impianti a due tubi
1k 1,30 0,28
2k 1,55 0,50
3k 1,70 0,63
aperta 2,00 1,10
Versioni
codici
Valori kv
Portata del radiatore
Valvola per impianto
monotubo
1 3004 34 Raccordo speciale, scambiatore di fl usso G 3/4
1 6248 01 Gomito 90°, a tenuta conica con fi letto maschio G 3/4 e dado
1 6625 00 Chiave multiuso HERZ
1 6807 90 Chiave di montaggio per HERZ-TS-90
1 6822 40 Rosetta a doppio foro
1 7780 00 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici M 28 x 1,5 mm
1 7780 98 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici M 30 x 1,5 mm
Accessori
1 6390 91 Gruppo otturatore termostatico per impianti a due tubi
1 6390 92 Gruppo otturatore termostatico per impianti monotubo
1 6890 00 Serie O-ring per HERZ-TS-90
Ricambi
7
VUA TV Valvole a quattro vie con gruppo otturatore termostatico preregolabile, per collegamento
a un foro con divisorio, per impianti a due tubi per funzionamento termostatico, con
intercettazione verso il radiatore, raccordo del comando termostatico M 28 x 1,5, interasse
tubi 35 mm, versione nichelata, senza raccordi per radiatore e per tubi.
1 7783 67 1/2 x M 22 x 1,5 diritta per impianti a due tubi
1 7784 67 1/2 x M 22 x 1,5 a squadra per impianti a due tubi
VUA T Valvole a quattro vie con gruppo otturatore termostatico, per collegamento a un
foro con divisorio, per impianti a due tubi per funzionamento termostatico, con
intercettazione verso il radiatore, raccordo del comando termostatico M 28 x 1,5,
interasse tubi 35 mm, versione nichelata, senza raccordi per radiatore e per tubi.
1 7783 91 1/2 x M 22 x 1,5 diritta per impianti a due tubi
1 7784 91 1/2 x M 22 x 1,5 a squadra per impianti a due tubi
Versioni
Codici
4WA T Valvole a quattro vie con gruppo otturatore termostatico, per collegamento a un foro
con divisorio, commutabile da funzionamento monotubo a funzionamento a due tubi,
con intercettazione verso il radiatore, versione nichelata, senza raccordi per radiatore
e per tubi G 3/4, adatte per teste termostatiche della seri “H” (30 x 1,5 mm).
1 7765 31 diritta, interasse tubi 35 mm
1 7765 41 a squadra, interasse tubi 50 mm
Versioni
Codici
Bocchettone di collegamento G 3/4 ISO 228 a tenuta piana con divisorio centrale posto trasversale
all’asse longitudinale della valvola, per mandata e ritorno. La mandata per la boccola del radiatore è
sullo stesso lato del collegamento della mandata dal lato tubo, quindi quando si monta il radiatore si
deve prestare particolare attenzione a montare la sonda nella corretta posizione (vedi lo schizzo alla
voce “particolarità costruttive”). L’anello di tenuta del bocchettone di collegamento è presente nella
valvola. Osservare i dati relativi a tipo di radiatore (diaframmi e defl ettori in lamiera) e le indicazioni dei
produttori relativi ai raccordi per la mandata e per il ritorno. Il bocchettone di collegamento con sonda
1 6225 01 non è compreso nella confezione.
Bocchettone di
collegamento per radiatori
non compreso nella
confezione
8
VUA-TV
preregolabile
1 7783 67
1 7784 67
VUA-T
non preregolabile
1 7783 91
1 7784 91
differenza p livello di
preregolazione differenza p rotazioni
1 k 0,25 1 0,03 1 k 0,25 0,25 0,05
2 k 0,48 2 0,04 2 k 0,48 0,5 0,11
3 k 0,65 3 0,09 3 k 0,66 0,75 0,18
aperta 0,74 4 0,14 aperta 0,91 1 0,23
5 0,2 1,25 0,28
6 0,24 1,5 0,36
7 0,27 2 0,4
8 0,32 3 0,45
aperta 0,48 aperta 0,48
Valori kv
Regolando con un cacciavite il vitone di regolazione si può limitare la portata secondo il diagramma. VUA T
Limitazione della portata
Un dispositivo di strozzamento regolabile esternamente in continuo posto dopo la sede della valvola
e comprendente la guarnizione della sede permette di effettuare la preregolazione senza infl uenzare
la corsa del vitone della valvola. Una preregolazione impostata non può essere modifi cata da terzi.
Mediante la chiave di regolazione HERZ, 1 6809 67 per versioni dall’anno 1998 e 1 6808 67 per
versioni fi no all’anno 1998, regolare il gruppo otturatore termostatico.
VUA TV
Procedura di regolazione
1. Togliere la testa termostatica HERZ, il comando manuale o il cappuccio di protezione.
2. Svitare la vite di copertura. Per aiutarsi applicare l’attacco presente sulla chiave di
preregolazione sulla valvola e allentare il cappuccio ruotando a sinistra (in senso
antiorario).
3. Avvitare la chiave di preregolazione sulla valvola e bloccare la parte dentata.
4. Ruotare la parte della chiave che si afferra a destra fi no all’arresto, questo sarà il punto di
partenza per la regolazione.
5. Ruotare il disco di indicazione in modo che l’indicatore corrisponda allo “0” sulla parte che
si afferra.
6. Tenere ferma il disco di indicazione e ruotare la parte che si afferra a sinistra, fi no a
quando il livello desiderato coincida con l’indicazione.
7. Svitare la chiave di regolazione dalla valvola, senza modifi care il livello di regolazione.
8. Serrare a mano la vite di copertura.
9. Montare la testa termostatica HERZ o il comando manuale.
La regolazione è sicura e irraggiungibile da persone non autorizzate.
Procedura di regolazione
VUA TV
Chiave di regolazione
HERZ-TS-90-V
1 6809 67
La tenuta del vitone è un O-ring posto in una camera d’ottone sostituibile durante il funzionamento,
che garantisce così un funzionamento quasi senza manutenzione di lunga durata e semplice della
valvola.
Tenuta del vitone
1 6808 67 Chiave di preregolazione per versioni fi no al 1998 (rosso)
1 6809 67 Chiave di preregolazione per versioni dal 1998 (blu)
1 7780 00 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici
Accessori
1 6890 00 Set O-ring per HERZ-TS-90
1 6390 91 Gruppo otturatore termostatico per VUA-T
1 6367 97 Gruppo otturatore termostatico per VUA-TV
Ricambi
9
4WA T
Differenza p Impianti monotubo (anello) Impianti a due tubi
chiusa 0,86 -
2 k 1,38 0,82
3 k 1,44 0,97
aperta 1,56 1,19
Valori kv
Portata del radiatore
Valvola per impianto
monotubo
Dietro a un cappuccio metallico si trova il vitone di intercettazione del ritorno. In questo vitone è posto
concentricamente il vitone di bypass per il funzionamento monotubo o a due tubi. La posizione per
il funzionamento a due tubi si raggiunge ruotano a destra questo vitone fi no all’arresto. Partendo da
questa posizione, ruotando a sinistra si apre il bypass della valvola, che permette di ottenere con
ca. 1,5 rotazioni la posizione regolata in fabbrica pari al 55% della portata del radiatore. Il vitone
di commutazione viene attivato con la chiave multiuso HERZ (1 6625 41) oppure con una chiave a
brugola da 4.
Particolarità costruttive
1 6625 41 Chiave multiuso
1 6890 00 Set O-ring per HERZ-TS-90
1 7780 98 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici, serie “H”
Accessori
1 6398 01 Gruppo otturatore termostatico
sostituzione con il HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori
termostatici, serie “H”
Ricambi
vitone di bypass
vitone del ritorno
10
Dimensioni in mm
VTA UNI
VTA 40/50
VUA 40 / VUA 50
VUA T / VUA TV
4WA T
Tutti i dati contenuti in questo documento corrispondono alle informazioni esistenti al momento della stampa e hanno solo carattere
informativo. Ci riserviamo eventuali modifi che di adeguamento al progresso tecnico. Le fi gure si intendono come simboli per i prodotti e
possono quindi differire visivamente dal prodotto stesso. Differenze di colore possono dipendere dalla stampa. Vi possono essere anche
delle differenze nei prodotti in funzione della nazione in cui sono distribuiti. Ci riserviamo eventuali modifi che delle specifi che tecniche e del
funzionamento. Per domande rivolgetevi alla succursale HERZ a voi più vicina.
11
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ HERZ-VTA in impianti monotubo
Art.Nr. 7767 • 7768 Dim. R = 1/2, 3/4
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
Livelli di preregolazione 7767
12
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ HERZ-VTA in impianti a due tubi
Art.Nr. 7767 Dim. R = 1/2
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
Livelli di preregolazione 7767
differenza p valore kv
aperto
13
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA in impianti monotubo
Art.Nr. 7786 Dim. R = 1/2
valore kv
perdita di carico portata di massa
aperto
differenza p valore kv
aperto
14
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA in impianti a due tubi
Art.Nr. 7783 Dim. R = 1/2
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
differenza p valore kv
aperto
15
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA-TV
Art.Nr. 1 7783 67 • 1 7784 67 valvole non preregolate
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
16
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA-TV
Art.Nr. 1 7783 67 • 1 7784 67 preregolazione mediante gruppo otturatore
termostatico preregolabile
valore kv
perdita di carico portata di massa
aperto
17
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA-T
Art. Nr. 1 7783 91 • 1 7784 91 valvole non preregolate
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
18
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA-T
Art.Nr. 1 7783 91 • 1 7784 91 preregolazione mediante vitone di regolazione
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
19
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ 4WA-T35, diritta per impianti
Art. Nr. 7765 4WA-T50, a squadra
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
Elemento strozzatore ad anello 1,5 rotazioni
chiuso
Percentuale di flusso deviato sul radiatore con regolazione del bypass per Univalvola
1 7868 51
Con impianti MONOTUBO la posizione del bypass (vite a brugola) deve essere aperta almeno di 3,5 giri (da completamente chiusa)
Numero di giri della vite a brugola da posizione completamente chiusa
Percentuale di flusso nel radiatore [ % ]
gedruckt bei Belloprint Ltd.
office@belloprint.com

Valvole termostatiche per radiatori termosifoni Klimit Herz






Le valvole termostatiche Herz TS-90 sono corredate
da teste termostatiche a liquido, campo d’impiego
6-30 °C, con posizione “0” e protezione antigelo 6 °C.
Limitazione e bloccaggio dei valori
d’impiego grazie a fermi.
50 www.impiantinews.com Anno XX OTTOBRE 2005 n. 10 scheda tecnica
Valvole termostatiche con sensore a liquido
La valvola termostatica
Herz serie 7824 con testa a
liquido “Mini”, proposta da Klimit, è composta
da una valvola con otturatore in ottone dotato
di guarnizione toroidale e da una testa
termostatica con sensore a liquido
termosensibile “Hydrosensor” che, a contatto
diretto con l’aria, è in grado di leggere le
variazioni della temperatura del locale e agire
di conseguenza sull’otturatore della valvola. In
caso di un aumento della temperatura del
locale per fonti esterne all’impianto (come un
fornello acceso o un irraggiamento solare nelle
ore più calde della giornata), il liquido
all’interno della testa termostatica
aumenta di volume (come il
mercurio nei termometri) e spinge
l’otturatore della valvola andando a
diminuire il flusso di acqua calda
all’interno del radiatore fino a
chiuderlo totalmente in casi di
sovrariscaldamento eccessivo del
locale. Viceversa, la valvola
termostatica aprirà il
flusso dell’acqua calda
nei casi in cui, all’interno
della stanza, sia
necessario più calore per
raggiungere la temperatura
impostata dall’utente. Queste
operazioni consentono di mantenere costante
la temperatura della stanza e di personalizzarla
in ogni singolo locale.
Gli impianti “sbilanciati” sono causati, infatti,
dalla mancanza di regolazione di flusso nei
radiatori, così ci si ritrova con stanze
sovrariscaldate perché troppa acqua passa solo
su alcuni radiatori e non su altri. Le valvole
termostatiche, in questo caso, una volta
raggiunta la temperatura sulle stanze
“privilegiate”, riducono il flusso in questi
radiatori a favore di quelli più distanti, con il
risultato di ottenere automaticamente un
bilanciamento corretto dell’impianto.
Inoltre, questi dispositivi, parzializzando il flusso
di acqua nel radiatore, fanno in modo che entri
solamente la giusta quantità di fluido che
scambia tutto il suo calore all’ambiente. Questo
permette di ottenere un ΔT di oltre 20 °C che
risulta importante soprattutto quando si usano
caldaie a condensazione.
Infine, funzionano senza energia esterna e non
richiedono passaggi di fili elettrici.
Segnare 800 cartolina servizio informazioni
Carta d’identità
Nome
Serie 7824 con testa a
liquido “Mini”
Produttore
Herz Armaturen
Distributore
Klimit
Povolaro di Dueville (VI)
Rappresentante esclusivo per l’Italia dei
prodotti Herz Armaturen
Tipologia di prodotto
Valvola termostatica per radiatori
Applicazioni
Regolano il flusso
di acqua calda presente
nel radiatore consentendo
di mantenere costante la temperatura
in ogni stanza
Funzionamento
La testa termostatica è
dotata di un sensore a
liquido che, a contatto diretto
con l’aria della stanza, permette di
regolare il flusso di acqua calda
all’interno del radiatore, andando a
limitarlo nel caso in cui ci sia un apporto
di calore da fonti esterne, oppure
aumentandolo nel caso in cui l’ambiente
risulti freddo
ΔT
Parzializzando il flusso
di acqua nel radiatore,
la valvola fa in modo che entri
solamente la giusta quantità di fluido
che scambia tutto il suo calore
all’ambiente. Questo permette
di ottenere un ΔT di oltre 20 °C
Luca Faburlani,
Termoidraulica Idrofast, Almisano
di Lonigo (VI)
«Queste valvole sono alla base di un reale risparmio
energetico, essendo appositamente studiate
per ottenere la temperatura più adeguata
in ogni singolo locale, differenziata in base
alle specifiche esigenze. In sostanza rispondono
concretamente alla regola più importante
in questo campo che è quella di consumare
solo dove serve e nella quantità desiderata.
Anche la loro installazione avviene in
modo estremamente rapido, dell’ordine di pochi
secondi.
Dal punto di vista estetico sono valvole con un
impatto visivo ridotto, viste le loro dimensioni
veramente contenute, molto simili a quelle
delle valvole manuali. Tra i punti di forza principali
della linea va senz’altro segnalato il fatto
che l’otturatore di queste valvole non si
blocca mai, neanche dopo un prolungato periodo
di inattività del radiatore, per esempio durante
la stagione estiva. Essendo conico, infatti, non
si corre mai il rischio che al momento dell’accensione
dei caloriferi esso vada a bloccare il
flusso dell’acqua calda, come invece spesso accade
con le valvole termostatiche dotate di
otturatori con o-ring di forma piatta».
Il parere dell’installatore
1 2 3
4
1 La valvola Herz-3-D a tre assi
permette l’installazione di una testa
termostatica senza sporgere
dal radiatore. La valvola a tre assi
è costruita sia a corpo sinistro
sia a corpo destro
2 Le valvole termostatiche della serie
De Luxe donano ai radiatori un tocco
di design, colore e funzionalità,
eliminando la monotonia e portando
colore nel mondo del riscaldamento
3 Herz-TS-FV. Valvole termostatiche
con regolazione micrometrica
e preregolazione visibile.
Nate per soddisfare il mondo
del teleriscaldamento, possono
arrivare ad avere kW bassissimi
4 La nuova gamma di teste
termostatiche Herz “Mini”
con Hydrosensor a liquido
è particolarmente apprezzata
per le dimensioni esterne. Le sue
misure ridotte (lunghezza 75 mm
e diametro 45 mm) la rendono la più
piccola testa termostatica a liquido

Valvole termostatiche per radiatori termosifoni Caleffi






IDRAULICA PUBBLICAZIONE PERIODICA DI INFORMAZIONE TECNICO-PROFESSIONALE
02.97 13
CALEFFI SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE -
PUBBLICITÀ 50% NOVARA
GLI IMPIANTI A
VALVOLE TERMOSTATICHE
SOMMARIO
2 IDRAULICA
3
4
7
8
11
14
22
23
GLI IMPIANTI A VALVOLE TERMOSTATICHE
Analisi degli impianti realizzati con valvole termostatiche, dei
materiali e degli interventi necessari ad eseguirne alcune soluzioni
PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE
Valvole termostatiche a due vie, a tre vie, a quattro vie, a sistema
misto
CONSIDERAZIONI SULLA SCELTA DELLE VALVOLE
TERMOSTATICHE
INCONVENIENTI CONNESSI ALL’USO DELLE VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
Rumorosità delle valvole, funzionamento irregolare delle pompe,
surriscaldamento dell’acqua
DISPOSITIVI DI EQUILIBRATURA PER IMPIANTI CON VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
Valvole di sfioro, regolatori di pressione differenziale a membrana,
pompe a velocità variabile, autoflow
LA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI CON VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
Impianti autonomi con caldaiette, impianti con caldaie a terra per
case unifamiliari, impianti centralizzati per edifici multipiano,
impianti centralizzati per case a schiera
CONCLUSIONI
PANORAMA
Le nuove valvole termostatiche Caleffi
Direttore responsabile: Mario Tadini Responsabile di Redazione: Fabrizio Guidetti
Hanno collaborato a questo numero: Mario e Marco Doninelli, Claudio Tadini, Andrea Milani, Claudio Ardizzoia, Stefanacci e Ciarlo Fotografi
IDRAULICA Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Novara al n. 26/91 in data 28/9/91
Editore: Tipolitografia La Moderna srl - Novara Stampa: Tipolitografia La Moderna - Novara
NOTIZIARIO DI
IMPIANTISTICA
IDRAULICA 3
Su questa rivista ci siamo già occupati degli
impianti a valvole termostatiche.
In particolare nel numero due (01.92)
abbiamo esaminato i principali vantaggi che
questi impianti possono offrire: vantaggi che
riguardano soprattutto il comfort termico e il
risparmio energetico.
Nel numero sei (01.94) abbiamo poi
segnalato alcuni gravi inconvenienti legati
all’uso delle valvole termostatiche in impianti
con caldaiette; e su tali inconvenienti, seppure
in un contesto diverso, torneremo ancora di
seguito.
Ora invece intendiamo esaminare più in
generale i problemi legati alla realizzazione
degli impianti con queste valvole.
Dapprima cercheremo di ben evidenziare
per quali motivi le valvole termostatiche
possono mettere in crisi gli impianti concepiti e
realizzati in modo tradizionale.
Analizzeremo poi i materiali e gli interventi
necessari per realizzare, con queste valvole,
impianti correttamente funzionanti.
Proporremo infine alcune soluzioni
utilizzabili per realizzare sia impianti autonomi,
sia impianti centralizzati. Tutte le soluzioni
proposte sono già state realizzate e collaudate
in opera: inoltre funzionano da almeno due
anni.
L’articolo sarà sviluppato secondo i seguenti
capitoli e sottocapitoli:
❐ Valvole termostatiche a due vie
❐ Valvole termostatiche a tre vie
❐ Valvole termostatiche a quattro vie
❐ Valvole termostatiche a sistema misto
❐ Rumorosità delle valvole
❐ Funzionamento irregolare delle pompe
❐ Surriscaldamento dell’acqua
❐ Valvole di sfioro
❐ Regolatori di pressione differenziale a
membrana
❐ Pompe a velocità variabile
❐ Autoflow
❐ Impianti autonomi con caldaiette
❐ Impianti con caldaie a terra per case
unifamiliari
❐ Impianti centralizzati per case multipiano
❐ Impianti centralizzati per case a schiera
Gli impianti
a valvole termostatiche
(Ingg. Mario e Marco Doninelli dello studio tecnico S.T.C.)
PRINCIPALI CARATTERISTICHE
DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE
CONCLUSIONI
CONSIDERAZIONI SULLA SCELTA
DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE
INCONVENIENTI CONNESSI
ALL’USO DELLE VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
DISPOSITIVI DI EQUILIBRATURA
PER IMPIANTI CON VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
LA REALIZZAZIONE DEGLI
IMPIANTI CON VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
4 IDRAULICA
Le termostatiche sono valvole che, oltre ad
esercitare le normali funzioni delle valvole per
corpi scaldanti, sono in grado anche di
regolare la temperatura ambiente dei locali in
cui sono installate.
Sono essenzialmente costituite da tre parti:
1. il corpo valvola dove si trovano alloggiati il
pistone e l’otturatore;
2. la manopola di regolazione che serve ad
impostare la temperatura voluta;
3. il bulbo di dilatazione che fornisce la forza
motrice necessaria per far funzionare la
valvola.
La manopola di regolazione e il bulbo
possono essere montati direttamente sul corpo
valvola, oppure possono essere installati a
distanza.
Conviene installare a distanza il bulbo
quando la valvola non si trova in condizioni
idonee a rilevare una temperatura ambiente
significativa: ad esempio quando è posta in
nicchie o sotto le tende, oppure ancora quando
è esposta direttamente ai raggi del sole e alle
correnti d’aria.
I tempi e i modi con cui le valvole
termostatiche intervengono a regolare la
temperatura ambiente si possono così
riassumere:
a) se la temperatura dell’aria è più alta di
quella prefissata, il bulbo si dilata e manda
in chiusura (parziale o totale) l’otturatore
della valvola.
Diminuisce così (fino ad annullarsi) il flusso
del fluido attraverso il corpo scaldante e
quindi la quantità di calore ceduta
all’ambiente;
b) se la temperatura dell’aria è più bassa
di quella prefissata, il bulbo si contrae e
consente una maggior apertura della
valvola.
Aumenta così il flusso del fluido attraverso il
corpo scaldante e quindi la quantità di
calore ceduta all’ambiente.
Le valvole termostatiche normalmente
utilizzate possono essere suddivise in quattro
tipi:
❐ valvole termostatiche a 2 vie,
❐ valvole termostatiche a 3 vie,
❐ valvole termostatiche a 4 vie,
❐ valvole termostatiche a sistema misto.
Principali caratteristiche
delle valvole termostatiche
Sezione della valvola termostatica Caleffi serie 200
IDRAULICA 5
Sono utilizzate in impianti a due tubi e a
collettori.
Le valvole termostatiche a 2 vie regolano la
temperatura ambiente facendo variare la
quantità di fluido che passa sia attraverso il
corpo scaldante, sia attraverso il circuito
secondario derivato. Fanno quindi funzionare
gli impianti a portata variabile.
Come le valvole a 2 vie sono utilizzate in
impianti a due tubi e a collettori.
Le valvole termostatiche a 3 vie regolano la
temperatura ambiente facendo variare la
quantità di fluido che passa attraverso il corpo
scaldante e mantenendo praticamente
costante la portata del circuito secondario
derivato.
Questo tipo di funzionamento è possibile
grazie alla via di by-pass e consente di far
funzionare gli impianti praticamente a portata
costante sia con valvole chiuse, sia con
valvole aperte.
Valvole termostatiche a 2 vie Valvole termostatiche a 3 vie
Valvola termostatica a due vie
Valvola aperta
Valvola chiusa
Valvola termostatica a tre vie
Valvola aperta
Valvola chiusa
6 IDRAULICA
Sono utilizzate per realizzare impianti
monotubo ad anello.
Le valvole termostatiche a 4 vie (come
quelle a 3 vie) regolano la temperatura
ambiente facendo variare la quantità di fluido
che passa attraverso il corpo scaldante e
mantenendo praticamente costante (grazie al
by-pass interno) la portata del circuito derivato.
Pertanto anche le termostatiche a 4 vie
consentono il funzionamento degli impianti a
portata costante.
Se non hanno manopola e bulbo scorporati,
queste valvole sono troppo basse per essere
facilmente regolabili e per poter “lavorare” in
base ad una significativa temperatura
ambiente.
Sono utilizzate per realizzare impianti
monotubo ad anello.
Queste valvole, come quelle a 3 e a 4 vie,
consentono (grazie al by-pass esterno) il
funzionamento degli impianti a portata
costante.
Sono valvole utilizzate soprattutto per evitare
gli inconvenienti tipici delle valvole a 4 vie
normali (manopola e bulbo troppo bassi). Sono
utilizzate anche per realizzare impianti ad
anello con corpi scaldanti (ad esempio le
piastre) che non consentono l’inserimento delle
sonde.
Valvole termostatiche a 4 vie Valvole termostatiche a
sistema misto
Valvola termostatica a quattro vie
Valvola
chiusa
Valvola
aperta
Valvola
chiusa
Valvola termostatica a sistema misto
Valvola
aperta
IDRAULICA 7
Dall’esame svolto sulle modalità di
funzionamento delle valvole termostatiche,
risulta quindi che queste valvole possono far
funzionare gli impianti sia a portata variabile,
sia a portata costante.
Le valvole che fanno funzionare gli impianti
a portata costante (cioè quelle dotate di bypass
esterni o interni) non creano problemi.
Infatti con queste valvole gli impianti funzionano
con le stesse portate, e quindi con le stesse
pressioni, sia a valvole aperte, sia a valvole
chiuse. Si tratta però di valvole che (seppur
molto utilizzate nei paesi nordeuropei) non
trovano da noi molti estimatori, perchè sono
giudicate ingombranti e poco in linea con i
nostri canoni estetici.
Le valvole che fanno funzionare gli impianti
a portata variabile (cioè quelle a 2 vie)
possono invece dar luogo a seri
inconvenienti. Infatti queste valvole variando le
portate fanno variare notevolmente anche le
pressioni e in tal modo squilibrano gli impianti.
Ed è proprio a tali squilibri che sono da
addebitare (come vedremo meglio in seguito)
numerosi inconvenienti, quali: la rumorosità
delle valvole, l’irregolare funzionamento delle
pompe e il surriscaldamento dell’acqua in
zona caldaia.
Per motivi di natura estetica, sono tuttavia
queste le valvole scelte di preferenza nel
nostro paese. Pertanto sono queste le valvole
che dobbiamo saper utilizzare correttamente.
In particolare dobbiamo saper ben
riconoscere le insidie che esse possono
nascondere e dobbiamo conoscere anche l’uso
dei materiali e delle tecniche di equilibratura
che servono a disattivare tali insidie.
Considerazioni sulla scelta
delle valvole termostatiche
VALVOLE TERMOSTATICHE
A DUE VIE
FUNZIONAMENTO IMPIANTO
a portata variabile
PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE
RICHIESTI INTERVENTI
DI EQUILIBRATURA
POSSIBILI INCONVENIENTI
- rumorosità delle valvole
- funzionamento irregolare pompe
- surriscaldamento dell’acqua
VALVOLE TERMOSTATICHE
CON BY-PASS
-valvole a tre vie
- valvole a quattro vie
- valvole a sistema misto
FUNZIONAMENTO IMPIANTO
a portata costante
NON RICHIESTI INTERVENTI
DI EQUILIBRATURA
POSSIBILI INCONVENIENTI
nessuno dal punto di vista idraulico
➧ ➧ ➧
➧ ➧ ➧
8 IDRAULICA
Come già accennato i principali
inconvenienti connessi all’uso delle valvole
termostatiche a due vie sono:
❐ la rumorosità delle valvole,
❐ il funzionamento irregolare delle pompe,
❐ il surriscaldamento dell’acqua in zona
caldaia.
Di seguito cerchiamo di analizzare i motivi
per cui possono insorgere tali inconvenienti.
Col chiudersi delle valvole a due vie
aumenta la spinta (o meglio la pressione
differenziale) che la pompa cede ai circuiti
rimasti aperti. E questo avviene perchè la
pompa “spende” nei circuiti rimasti aperti
l’energia che non può più “spendere” nei
circuiti che le valvole hanno chiuso in modo
parziale o totale.
In corrispondenza delle valvole (cioè nelle
zone di massimo strozzamento del fluido), tali
incrementi di pressione differenziale possono
far insorgere facilmente fenomeni di
cavitazione: vale a dire fenomeni (ved.
Idraulica n. 12) che causano forti vibrazioni e
intensi rumori del tipo a scoppiettio o a colpi di
martello.
È praticamente impossibile stabilire in
generale un valore limite di pressione
differenziale oltre il quale si innescano i
fenomeni di cavitazione. Troppi infatti sono i
fattori che influenzano l’insorgere di tali
fenomeni, quali ad esempio:
❐ la temperatura dell’acqua,
❐ la pressione dell’impianto,
❐ il profilo sede-otturatore delle valvole,
❐ il livello di disaerazione dell’acqua.
In genere però è consigliabile fare in modo
che le valvole (sia termostatiche che normali)
non “lavorino” con pressioni differenziali
superiori a 2.000-2.200 mm c.a..
Inconvenienti connessi
all’uso delle valvole
termostatiche a due vie
Rumorosità delle valvole
2 3 4
Rappresentazione del fenomeno di cavitazione
IDRAULICA 9
Col chiudersi delle valvole termostatiche a
due vie può diminuire notevolmente la portata
dell’impianto in quanto le valvole chiudono le
vie di flusso ai corpi scaldanti senza attivare vie
alternative di by-pass.
Con portate molto più piccole di quelle per
cui sono state dimensionate, le pompe
normali (cioè quelle senza regolatori automatici
di velocità) “lavorano fuori curva”: di
conseguenza si surriscaldano e corrono il
rischio di bruciarsi.
Con portate molto piccole non solo si ha
un funzionamento irregolare delle pompe, ma
sussiste anche il pericolo che si surriscaldi
l’acqua in zona caldaia.
Infatti con portate molto piccole (al limite
nulle) l’impianto non è più in grado di asportare
il calore che rimane immagazzinato nel corpo
caldaia dopo lo spegnimento del bruciatore. E
questo calore può surriscaldare l’acqua fino a
causare il “blocco” dell’impianto per
l’intervento dei dispositivi di sicurezza a
riarmo manuale.
L’acqua surriscaldata può inoltre
danneggiare la membrana dei vasi di
espansione.
Funzionamento irregolare
delle pompe
Surriscaldamento dell’acqua
Funzionamento di una pompa tradizionale
con valvole termostatiche a due vie
Pompa in condizioni normali
di surriscaldamento
Pompa in condizioni
Valvola termostatica
Illustrazione surriscaldamento acqua
con basse portate attraverso la caldaia
Involucro camera di combustione
zona di accumulo calore
10 IDRAULICA
Quadro riassuntivo dei possibili inconvenienti connessi all'uso delle valvole termostatiche a due vie
Blocco della valvola di
intercettazione del combustibile
per surriscaldamento dell'acqua
Rumorosità delle valvole
Blocco del termostato a riarmo manuale
per surriscaldamento dell'acqua
Surriscaldamento e possibile
"bruciatura" dell'elettropompa
Danni alla membrana del
vaso di espansione per
surriscaldamento dell'acqua
IDRAULICA 11
Per evitare gli inconvenienti connessi all’uso
delle valvole termostatiche a due vie si può
ricorrere all’aiuto dei seguenti dispositivi di
equilibratura:
1. valvole di sfioro,
2. regolatori di pressione differenziale a
membrana,
3. pompe a velocità variabile,
4. autoflow.
Sono valvole a molla che servono a
realizzare by-pass per limitare la differenza di
pressione fra due punti dell’impianto.
Sono costituite essenzialmente da una
manopola di regolazione, da una molla interna
di contrasto e da un otturatore.
L’otturatore apre il circuito di by-pass solo
quando è sottoposto ad una pressione
differenziale superiore a quella impostata sulla
manopola di regolazione.
Queste valvole sono installate sia a by-pass
dell’impianto, sia a by-pass delle pompe. La
soluzione che prevede il by-pass dell’impianto
è in genere preferibile perchè assicura la
circolazione del fluido attraverso la caldaia
anche a valvole termostatiche chiuse.
Le valvole di sfioro sono valvole che
presentano il vantaggio di essere poco
costose. Tuttavia, in zona caldaia e con acque
“dure”, sono esposte al pericolo del calcare
che può “incollare” alla sede i loro otturatori.
Dispositivi di equilibratura
per impianti con valvole
termostatiche a due vie
Valvole di sfioro
Valvola di sfioro in sezione
Valvole di sfioro (esempi di messa in opera)
Valvola termostatica
installata a by-pass dell'impianto
Valvola di sfioro
installata a by-pass della pompa
Valvola di sfioro
12 IDRAULICA
Servono a mantenere costante la
pressione differenziale fra due punti
dell’impianto.
Sono essenzialmente costituiti da una
manopola (o da un cursore) di regolazione, due
sonde per il rilievo della pressione e un
otturatore comandato da una membrana.
Al variare della pressione differenziale,
l’otturatore si apre, o si chiude, in modo da
mantenere costante la differenza di pressione
impostata sulla manopola o sul cursore di
regolazione.
Oltre che in posizione di by-pass, questi
regolatori di pressione possono essere installati
anche direttamente sulla rete di distribuzione
dell’impianto.
I regolatori di pressione differenziale a
membrana sono in grado di assicurare ottime
prestazioni. Non sono tuttavia molto utilizzati
perchè hanno un costo elevato e sono alquanto
ingombranti.
Regolatori di pressione
differenziale a membrana
Regolatori di pressione a membrana
(esempi di messa in opera)
Valvola termostatica
installato a by-pass dell'impianto
Regolatore di pressione a membrana
installato sul ritorno dell'impianto
Regolatore di pressione a membrana
+
--
Sezione di un regolatore di pressione
differenziale a membrana
IDRAULICA 13
Sono pompe in grado di controllare e
regolare automaticamente la pressione
differenziale ceduta all’impianto. Possono
lavorare sia a pressione costante, sia a
pressione proporzionale.
Nel primo caso (al di sotto di una certa
portata) la pressione differenziale della pompa
è mantenuta a livello costante
indipendentemente dalla quantità di fluido che
circola nell’impianto.
Nel secondo caso invece (sempre al di sotto
di una certa portata) la pressione differenziale
della pompa diminuisce col diminuire della
quantità di fluido che circola nell’impianto.
Sono dispositivi in grado di mantenere
automaticamente costante la quantità di
fluido che passa attraverso le derivazioni su
cui sono posti.
L’elemento regolatore di questi stabilizzatori
di portata è un pistone mobile con sezione di
passaggio a geometria variabile.
La relazione pressioni/portate degli autoflow
può essere rappresentata con un diagramma
del tipo sotto riportato.
Nel contesto che stiamo esaminando gli
autoflow consentono di attivare by-pass in
grado di assicurare (anche a valvole
termostatiche chiuse) una ben determinata
portata attraverso il generatore di calore.
Pompe a velocità variabile Autoflow
Funzionamento pompa a pressione costante
Prevalenza
Portata
Sezione di un autoflow
Portata
differenziale
Pressione
Portate di un autoflow
Campo di lavoro
Funzionamento pompa a pressione proporzionale
Prevalenza
Portata
14 IDRAULICA
Nei precedenti capitoli abbiamo preso in
esame sia gli inconvenienti che possono essere
causati dalle valvole termostatiche a due vie,
sia i dispositivi normalmente utilizzati per
superare tali inconvenienti.
Di seguito proponiamo alcuni schemi
funzionali per la conveniente realizzazione
degli impianti di maggior interesse generale,
vale a dire:
1. gli impianti autonomi con caldaiette,
2. gli impianti autonomi con caldaie a terra
per case unifamiliari,
3. gli impianti centralizzati per edifici
multipiano,
4. gli impianti centralizzati per case a schiera.
Sono impianti dove (per il limitato spazio
disponibile) risulta ingombrante realizzare bypass
esterni di bilanciamento.
D’altra parte sono sempre più numerosi i
produttori che garantiscono l’equilibratura
interna delle loro caldaiette, assicurando che
esse sono in grado di evitare tutti i problemi
connessi al chiudersi delle valvole
termostatiche.
Purtroppo però queste assicurazioni
spesso e volentieri non corrispondono al vero.
E ad aggravare la situazione concorre anche il
fatto che il progettista ha ben pochi mezzi per
difendersi: cioè ha ben pochi mezzi per
valutare “a priori” (dato che “a posteriori” è
troppo tardi) se si tratta di assicurazioni
attendibili o meno.
Per cercare maggiori garanzie
sull’attendibilità di queste assicurazioni si
potrebbe essere indotti a scegliere
preferenzialmente caldaiette prodotte nei paesi
stranieri che possono contare su una lunga e
consolidata tradizione per quanto riguarda
l’uso delle valvole termostatiche.
È una via però non del tutto sicura, perchè
spesso in questi paesi si fa riferimento ad una
realtà ben diversa dalla nostra, basata sull’uso
di valvole a tre e a quattro vie: cioè su valvole
che, come abbiamo visto, non richiedono alcun
dispositivo di equilibratura.
Può essere d’aiuto invece non accontentarsi
di semplici e generiche dichiarazioni, ma
procedere sulla base di un sano scetticismo.
Può ad esempio risultare molto utile richiedere
e verificare altri dati tecnici ed elementi di
garanzia, quali:
❐ il diagramma prevalenza/portata agli
attacchi della caldaia esteso fino a portata
nulla.
A ben poco serve invece il semplice
diagramma di lavoro della pompa;
❐ una chiara descrizione del sistema di
equilibratura attestante se la pressione
differenziale massima è fissa oppure
regolabile.
In ogni caso deve essere possibile lavorare
anche per portate piccole con differenze di
pressione (fra andata e ritorno) non superiori
ai 2.000 mm c.a.;
❐ garanzie che il sistema di equilibratura
adottato non teme il calcare, o almeno non
lo teme fino ad un certo grado di durezza
dell’acqua.
Comunque le nostre esperienze in merito
sono state talmente negative da indurci a
contattare un produttore per farci predisporre
apposite caldaiette con circolatore a portata
variabile e by-pass interno con autoflow: una
soluzione questa del tutto analoga a quella più
avanti riportata per gli impianti autonomi con
caldaie a terra.
La realizzazione degli
impianti con valvole
termostatiche a due vie
Impianti autonomi con
caldaiette
IDRAULICA 15
Abbiamo adottato anche (e lo adottiamo
tuttora con caldaiette della cui equilibratura
interna ci fidiamo poco) un sistema a
“minizona”. Tale sistema (già proposto nel n. 6
di Idraulica) consiste nell’affiancare alle valvole
termostatiche una minizona con valvole normali
e autoflow, così come illustrato nel disegno
sotto riportato.
La minizona (asservita ad un termostato
ambiente) serve ad assicurare il passaggio di
una certa quantità di fluido nell’impianto e serve
pertanto a limitare lo sbilanciamento indotto
dalle valvole termostatiche.
L’autoflow (che può essere posto sul bypass
della valvola di zona o sul circuito che
alimenta la zona stessa) serve a garantire una
portata costante sia a valvola aperta, sia a
valvola chiusa.
L’autoflow è necessario perchè senza tale
dispositivo la valvola di zona in posizione di
chiusura potrebbe “rubare” acqua (attraverso
la via facilitata del by-pass) ai corpi scaldanti
regolati con valvole termostatiche.
Valvola normale
Valvola termostatica
Impianto autonomo del tipo a minizona
ZONA GIORNO
TA
Autoflow
ZONA NOTTE
16 IDRAULICA
Per questi impianti possono essere
convenientemente adottate due soluzioni: la
prima con gruppo preassemblato di
regolazione climatica, la seconda con pompa a
velocità variabile e by-pass con autoflow.
La prima soluzione (cioè quella con gruppo
preassemblato di regolazione) affida alle
valvole termostatiche solo il compito di regolare
gli apporti di calore gratuito e (grazie alla
regolazione climatica di base) consente di:
❐ tenere in circolazione fluido alla minor
temperatura possibile;
❐ assicurare superfici dei radiatori
generalmente calde in modo omogeneo;
❐ limitare i fenomeni di combustione del
pulviscolo atmosferico (Idraulica n. 9).
Gruppo di regolazione termica Caleffi 150
costituito da:
- valvola di regolazione a quattro vie,
- regolatore climatico,
- elettropompa,
- valvola di sfioro.
Impianti con caldaie a terra
per case unifamiliari
0,25
0,5
0,75
1,0
1,25
1,5
1,75
2,0
2,25
100
80
60
40
20
20 15 10 5 0 -5 -10 -15 -20
12
3
6
9
18 17 16 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 24 23 22 21 20 19
WATCH
CALEFFI
0,25
0,5
0,75
1,0
1,25
1,5
1,75
2,0
2,25
20
Impianto autonomo con gruppo termico
Sonda
esterna regolazione
termica
Gruppo di
termostatica
Valvola
Orologio
programmatore
IDRAULICA 17
La seconda soluzione, cioè quella con
pompa a velocità variabile e autoflow, presenta
soprattutto il vantaggio di costare meno della
prima. Non può vantare tuttavia le stesse
prestazioni.
Con questa soluzione il fluido è distribuito a
temperatura costante e pertanto compete solo
alle valvole termostatiche il compito di regolare
la temperatura ambiente.
La pompa a velocità variabile serve a tener
sotto controllo gli incrementi di pressione
nell’impianto.
Il by-pass con autoflow serve invece ad
assicurare una circolazione minima (possono
bastare 200-250 l/h) attraverso il generatore di
calore.
Nei due schemi proposti è stato previsto
anche un circuito per ventilconvettori.
Solitamente infatti in questo tipo di case ci
sono locali (ad esempio taverne o lavanderie)
che vengono riscaldati solo saltuariamente e
che pertanto richiedono una rapida messa a
regime: prestazione questa che non può essere
ottenuta con radiatori o con convettori.
Per la regolazione dei ventilconvettori è
consigliabile prevedere:
❐ un orologio programmatore;
❐ termostati ambiente che agiscono sui
ventilatori;
❐ termostati di minima che disattivano i
ventilatori quando la temperatura del fluido
è inferiore a 45°C.
Autoflow
Impianto autonomo con pompa a velocità variabile e autoflow
a velocità variabile
Pompa
termostatica
Valvola
Orologio
programmatore
V
18 IDRAULICA
Per questi impianti (a differenza di quanto
avviene per quelli autonomi) può non bastare
tener sotto controllo la pressione differenziale
in centrale termica per evitare il formarsi in
rete di pressioni troppo alte.
Un esempio può servire a meglio chiarire
questa affermazione.
Si consideri l’impianto il cui schema
funzionale è sotto riportato e lo si consideri
dotato di una pompa a velocità variabile con
regolatore a pressione costante tarato a 6.000
mm c.a. (pressione minima necessaria per
assicurare la portata richiesta a valvole aperte).
Si consideri poi l’impianto funzionante con
una sola valvola aperta.
In questo caso l’esigua portata in
circolazione rende minime le perdite di carico
tra la caldaia e il radiatore aperto, quindi la
pompa “spende” la maggior parte della sua
prevalenza sulla valvola di tale radiatore.
Nel caso specifico in esame si può ritenere
che la pompa “spenda” sulla valvola rimasta
aperta non meno di 4.000 mm c.a.: pressione
troppo alta per garantire il funzionamento
silenzioso della valvola stessa.
D’altra parte anche con pompe regolate a
pressione proporzionale si possono avere
problemi. Infatti con queste pompe (ved.
relativo diagramma di funzionamento) ad una
certa portata corrisponde una sola e ben
definita pressione: pressione che (sempre
procedendo per casi estremi) può essere
troppo alta quando si deve servire solo il primo
radiatore e troppo bassa quando si deve
servire solo l’ultimo.
Impianti centralizzati
per edifici multipiano
Autoflow
Δp costante = 6.000 mm c.a.
Pompa a velocità variabile
Valvola di taratura
V
IDRAULICA 19
Gli impianti centralizzati con valvole
termostatiche a due vie possono presentare
dunque caratteristiche e modi di funzionare che
richiedono un controllo delle pressioni
differenziali non solo in centrale termica ma
anche lungo la rete di distribuzione. In generale
è necessaria l’equilibratura lungo la rete
quando le pompe funzionano con prevalenze
che superano i 4.000 mm c.a..
Per la realizzazione di questi impianti si
propongono due soluzioni: la prima valida per
impianti di medie dimensioni, la seconda per
impianti di grandi dimensioni.
La prima soluzione (ved. schema sotto
riportato) prevede l’uso dei seguenti materiali e
apparecchiature:
❐ una pompa a velocità variabile con
regolatore tarato a pressione costante;
❐ un autoflow installato in centrale termica per
assicurare una portata minima attraverso la
caldaia;
❐ autoflow da installare alla base delle
colonne per bilanciare l’impianto a valvole
aperte;
❐ valvole di sfioro da porsi alla base (o alla
sommità) delle colonne per tener sotto
controllo le pressioni differenziali in rete.
V
Pompa a velocità variabile
Soluzione proposta per impianti di medie dimensioni
Autoflow
Autoflow
Valvola di sfioro
20 IDRAULICA
Quale seconda soluzione (valida per
impianti di grandi dimensioni) si propone un
tipo d’impianto sostanzialmente simile al
precedente. L’unica variante riguarda la
posizione delle valvole di sfioro da porsi non più
alla base delle colonne ma su ogni derivazione
di zona.
Con un controllo così diffuso delle pressioni
differenziali si ha la certezza di poter garantire
ad ogni zona corrette condizioni di
funzionamento, comunque possano variare le
pressioni differenziali lungo la rete di
distribuzione orizzontale o lungo le colonne.
Pompa a velocità variabile
Autoflow
Soluzione proposta per impianti di grandi dimensioni
Valvola di sfioro
Autoflow
V
IDRAULICA 21
Anche per questi impianti (per le stesse
ragioni viste al sottocapitolo precedente) può
non bastare tener sotto controllo la pressione
differenziale in centrale termica e in genere è
necessario realizzare un’equilibratura lungo la
rete quando le pompe funzionano con
prevalenze che superano i 4.000 mm c.a..
La soluzione proposta per questi impianti
prevede l’uso di regolatori a membrana.
In merito si può osservare che nella tipologia
edilizia in esame l’uso dei regolatori a
membrana non comporta problemi d’ingombro:
problemi che invece sussistono nel caso delle
derivazioni di zona da realizzarsi in edifici
multipiano.
Il maggior costo (rispetto ad altri
equilibratori di pressione) può inoltre essere
giustificato considerando che in questa
soluzione i regolatori svolgono una duplice
funzione: quella di equilibratori sia a valvole
aperte, sia a valvole chiuse. Svolgono cioè
l’azione che nei casi precedenti è affidata
separatamente agli autoflow e alle valvole di
sfioro.
Impianti centralizzati
per case a schiera
Pompa a velocità variabile
Autoflow
Soluzione proposta per case a schiera
V
22 IDRAULICA
Come precisato in premessa, i vari tipi
d’impianto proposti in questo articolo sono già
stati realizzati e funzionano da almeno due
anni.
Gli unici inconvenienti riscontrati riguardano
il funzionamento degli impianti centralizzati
multipiano, dove spesso abbiamo trovato
valvole di sfioro starate sia nelle cassette di
zona, sia ai piedi di colonna.
Per evitare questi inconvenienti sarebbe
stato molto utile avere a disposizione valvole di
sfioro a taratura fissa da installarsi nelle
cassette di zona. Ad esempio valvole tarate a
2.000 mm c.a. avrebbero potuto garantire il
buon funzionamento di qualsiasi zona,
impedire sovrappressioni e proteggere da
starature
Valvole di sfioro a taratura fissa non
sarebbero state invece utili per le colonne,
dove (a differenza di quanto avviene per le
zone) è impossibile stabilire valori prefissati di
taratura generalmente validi.
Per le installazioni a piede di colonna
sarebbe stato però molto utile avere a
disposizione valvole con sistemi di bloccaggio
della taratura e con indicatori della pressione
differenziale. Questi indicatori avrebbero reso
più semplici le operazioni di controllo e di
verifica, dato che è troppo laborioso effettuare
misure con gli appositi strumenti.
Siamo comunque certi che per la
realizzazione degli impianti con valvole
termostatiche saranno presto disponibili nuovi
prodotti in grado di consentire soluzioni sempre
più facili e affidabili. D’altra parte si tratta di
impianti relativamente nuovi dove sussistono
ampi spazi per l’innovazione e la messa a
punto di nuove tecniche.
Se gli sviluppi del mercato ce ne daranno
l’occasione, ritorneremo ancora su questo
argomento che riteniamo di notevole
importanza. E ci ritorneremo magari per
rivedere alcune posizioni o per proporre nuovi
schemi più in sintonia con l’evolversi delle
tecniche impiantistiche.
Contiamo inoltre di poter presto arricchire la nostra offerta con:
regolatori di pressione differenziale a membrana,
collettori di zona autoequilibranti,
valvole di sfioro a taratura fissa,
valvole di sfioro con indicatori di pressione.
Da anni in Caleffi seguiamo con molta attenzione il graduale svilupparsi e
affermarsi degli impianti a valvole termostatiche. Per questo nel nostro
catalogo è possibile trovare un completo ed aggiornato assortimento di
valvole e articoli tecnici per questi impianti. In particolare è possibile trovare:
valvole termostatiche a due vie,
valvole termostatiche a quattro vie,
valvole termostatiche a sistema misto,
valvole di sfioro,
autoflow.
Conclusioni
IDRAULICA 23
PANORAMA
COMANDO TERMOSTATICO SERIE 200
SEZIONE TERMOSTATICA
TERMOSTATICA
Principio di funzionamento
Il dispositivo di comando è un elemento
sensibile a liquido costituito da un soffietto
contenente all'interno una parte di liquido ed il
suo vapore saturo.
L'equilibrio fra liquido e vapore saturo è
direttamente influenzato dalla temperatura:
quando questa aumenta, parte del liquido si
trasforma in vapore provocando un'espansione
di volume nel soffietto, che a sua volta si dilata.
Con la diminuzione della temperatura si verifica
il processo inverso, provocando uno
schiacciamento del soffietto dovuto alla
contropressione esercitata da una molla.
Gli spostamenti meccanici dell'elemento
sensibile provocano, mediante il collegamento
assicurato dall'asta, l'apertura o la chiusura
dell'otturatore valvola regolando in tal modo il
flusso nel corpo scaldante.
LE NUOVE VALVOLE
TERMOSTATICHE CALEFFI
24 IDRAULICA
PANORAMA
Serie 200
Comando termostatico per valvole
radiatori; sensore incorporato con
elemento sensibile a liquido.
Scala graduata per la regolazione da
0 a 5 corrispondente ad un campo di
temperatura da 0 a 30°C.
Possibilità di limitazione e bloccaggio
della manopola.
Serie 200+209
Comando termostatico per valvole
radiatori con regolazione protetta
antimanomissione per impieghi in
locali pubblici; sensore incorporato
con elemento sensibile a liquido.
Scala graduata per la regolazione da
0 a 5 corrispondente ad un campo di
temperatura da 0 a 30°C.
La sequenza a fianco riportata illustra le semplici
operazioni necessarie alla trasformazione di una valvola
termostatizzabile Caleffi in valvola termostatica SENZA
ALCUN INTERVENTO IDRAULICO.
Serie 201
Comando termostatico per valvole
radiatori con sensore a distanza.
Stesse caratteristiche del comando
serie 200.
Lunghezza del
tubo capillare
2 m.
COMANDI TERMOSTATICI
CALEFFI Serie 200 EN 215
IDRAULICA 25
PANORAMA
Serie 455
Valvola termosifone per impianti monotubo
trasformabile per impianti bitubo, predisposta
per comandi termostatici. Manopola di
comando manuale.
Attacchi per tubo rame e plastica semplice e
multistrato.
Dimensioni: 1/2",
3/4", 1" al radiatore;
Ø 23 p.1,5 alla tubazione.
Sonda in ottone.
Serie 220 - 221
Valvole termosifone predisposte
per comandi termostatici.
Attacchi per tubazioni in ferro: a squadra serie
220, diritti serie 221.
Dimensioni: 3/8" - 1/2" - 3/4".
Serie 224
Valvola termosifone predisposta
per comandi termostatici.
Corpo "reverso" per l'utilizzo di valvole
monotubo con
sonda esterna,
serie 452 e 328.
Attacchi per
tubazioni in ferro.
Dimensioni: 1/2”.
VALVOLE TERMOSTATIZZABILI E TERMOSTATICHE CON
RACCORDI PER TUBO RAME E PLASTICA CALEFFI
Serie 437
Raccordo meccanico,
per tubo rame,
a TENUTA O-RING.
Serie 681
Raccordo a diametro
autoadattabile per tubi
in materiale plastico,
semplice e multistrato.
Brevettato.
437010
437012
437014
437015
437016
Ø 23 p. 1,5
Ø 23 p. 1,5
Ø 23 p. 1,5
Ø 23 p. 1,5
Ø 23 p. 1,5
Ø 10
Ø 12
Ø 14
Ø 15
Ø 16
Codice
681000
681001
681002
681006
681015
681017
681026
681035
681044
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
17,5-18,0
19,0-19,5
19,0-19,5
19,5-10,0
10,5-11,0
10,5-11,0
11,5-12,0
12,5-13,0
13,5-14,0
12-14
12-14
14-16
14-16
14-16
16-18
16-18
16-18
16-18
Codice Øinterno Øesterno
Serie 338 - 339
Valvole termosifone predisposte per comandi
termostatici. Manopola di comando manuale.
Attacchi per tubo rame e plastica semplice e
multistrato: a squadra serie 338, diritti serie
339.
Dimensioni: 3/8" e 1/2" al radiatore;
23 p.1,5 alla tubazione.
EN 215
EN 215
26 IDRAULICA
PANORAMA
Caratteristiche tecniche
Pressione massima d'esercizio: 10 bar
Pressione differenziale massima: 1 bar
Temperatura massima d'esercizio: 100°C
Temperatura ambiente massima: 50°C
Scala di regolazione: da 0 a 5
Campo di regolazione della temperatura: 0 ÷ 30°C
Intervento antigelo: 7°C
Isteresi: 0,3 K
* Il kv è riferito alla banda proporzionale 2K
Scala di regolazione
Caratteristiche fluidodinamiche
(banda proporzionale 2K)
VALVOLE TERMOSTATICHE CALEFFI
ΔP (mm c.a.)
2000
1200
1400
1600
1800
2500
20
12
14
16
18
25
ΔP (kPa)
20
10
12
14
100
100
Q (l/h)
50
200
500
16
18
25
30
35
40
45
50
60
70
80
90
120
140
160
180
200
250
300
350
400
450
90
80
70
60
35
40
45
120
140
160
180
250
300
350
400
450
1
0,5
0,9
0,8
0,7
0,6
0,35
0,4
0,45
1,2
1,4
1,6
1,8
2,5
3
3,5
4
4,5
2
1000
500
900
800
700
600
10
5
987
6
3000 30
3/8"
1/2"
3/4"
30 0,3
CODICE ATTACCO kv (m3/h) *
3/8" a squadra
1/2" a squadra
3/4" a squadra
3/8" diritta
1/2" diritta
3/4" diritta
1/2" reversa
0,64
0,64
0,81
0,59
0,67
0,82
0,65
220300
220400
220500
221300
221400
221500
224400
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
Il bilanciamento dinamico
senza alcun intervento
Con semplicità e risparmio
®
certificazione
ISO 9001
STABILIZZATORI AUTOMATICI
DI PORTATA
IDRAULICA
C A L E F F I S . P. A . 2 8 0 1 0 F O N TA N E T O D ' A G O G N A ( N O ) S . S . 2 2 9 T E L . ( 0 3 2 2 ) 8 4 9 1 R . A . FA X 0 3 2 2 - 8 6 3 3 0 5
COMANDI TERMOSTATICI
SERIE 200
certificazione
ISO 9001